
Il corpo come luogo di esperienza, trasformazione e memoria, sospeso tra bellezza e sofferenza, fragilità e possibilità di rinascita.
Sabato 24 ottobre, alle ore 17:30, negli spazi della Galleria del Ridotto sarà inaugurata la mostra ‘Corpora - Verso la camera azzurra’, Giulietta Gheller.
Il percorso espositivo riunisce opere realizzate negli ultimi mesi e sculture che ripercorrono le diverse fasi della ricerca dell’artista, costruendo un dialogo tra materia, figura e vissuto.
Al centro, soprattutto, i corpi femminili. Alla bellezza efebica e astratta dei corpi si contrappongono superfici segnate, graffi e dissonanze cromatiche, elementi che introducono ambiguità e tensioni, rivelando le tracce lasciate dalla vita sulla materia.
Una sezione della mostra è dedicata al video ‘(Se esiste una) Santa Lucia: proteggi quelli che hanno gli occhi bruciati’, realizzato da Andrey Chernikov per documentare un progetto che Gheller ha dedicato alla Palestina e ai popoli abbandonati. In quell’occasione l’artista ha realizzato pubblicamente oltre 1.300 volti in gesso, cospargendone gli occhi di cenere.
In mostra è esposta anche la pala dell’altare, con il volto di Santa Lucia e la fascia oculare realizzata in carbone: un’immagine potente, che richiama la sofferenza e la cecità di fronte al dolore altrui.
Il percorso approda infine ai lavori più recenti, orientati verso un’esperienza di pittura immersiva.
La camera azzurra, ambiente interamente ricoperto di opere dominate dal colore azzurro, si configura come una grande scena teatrale, avvolgente e pervasiva.
Dopo l’inaugurazione del 24 ottobre, che sarà accompagnata dalla presenza della cantante Armida Loffredo, la mostra sarà visitabile il venerdì dalle 16 alle 19; il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.
Domenica 22 novembre alle ore 17 si terrà una visita guidata alla mostra condotta da Giulietta Gheller con l’accompagnamento musicale del flute ensemble ARIE SONORE, che eseguirà musiche di Bartók, Campanini, Fukushima, Haydn, Mozart e Stockhausen.