
Domenica 8 febbraio 2026, in occasione dell'82° anniversario ANPI Cesena organizza, la terza edizione della camminata sui luoghi dell'Assalto alla Rocca malatestiana di Cesena, per ripercorrere con la lettura di testimonianze storiche e musica il tragitto compiuto dai gappisti (dalla Casa della Diavolessa alla Torre maschio della Rocca) e le varie fasi dell’episodio.
Il punto di ritrovo è presso Porta Montanara, alle ore 14:45.
Il pomeriggio proseguirà poi dalle ore 16:45 presso la sede di ANPI Cesena in Via Roverella 26 dove sarà inaugurata la mostra “Un protagonista dell’assalto: Adriano Benini. Documenti dalla prigionia e dal confino”.
Interverranno: Filippo Rossini (Presidente del Consiglio comunale), Maurizio Balestra (Storico), Gastone Benini (curatore della mostra).
Musiche a cura di Mirko Catozzi.
Al termine verrà offerto un buffet a tutti i presenti.
L'ingresso a entrambi i momenti del pomeriggio è gratuito.
In caso di maltempo l'iniziativa si svolgerà dalle 16.45 in Via Roverella.
Si ringrazia per la collaborazione l’Associazione Jazzlife.
La mostra rimarrà visibile fino a sabato 28 febbraio nei seguenti giorni e orari: martedì e giovedì dalle 15.00 alle 17.00; mercoledì e sabato dalle 9.30 alle 12.30
Per ulteriori informazioni è possibile contattare i numeri 333 6678611 oppure 333 1475919.
Nella notte tra il 9 e il 10 febbraio 1944, un gruppo di partigiani della 29ª Gap (Leopoldo Lucchi “Gim”, Adriano Benini “Guerrino”, Luciano Caselli “Berto”, Fabio Ricci “Terzo” o “Pini”, Primo Fellini “Primo”, Alvaro Campana“Secondo”, Terzo Domeniconi “Quarto” e Werter Campori “Werter”) assaltò la Rocca per liberare Ezio Casadei, il partigiano che aveva il compito di tenere il collegamento tra la sede dell’8ª Brigata Garibaldi a Pieve di Rivoschio e la 29ª Gap di Cesena. Si trattò di un’operazione pericolosissima anche perché il carcere della Rocca era in una posizione alquanto delicata. Distava infatti appena poche centinaia di metri dalla caserma dei militi fascisti e ancora meno dalla sede del comando tedesco insediatosi in una villa privata.I partigiani localizzarono la loro base in una casa ai piedi di via Diavolessa ed entrarono in azione alle 23. Si presentarono davanti al portone della Rocca, inscenando la consegna di un prigioniero da parte di una squadra di fascisti. La messa in scena riuscì, vennero fatti entrare e, appena all’interno, bloccarono guardiani e direttore; da questi si fecero consegnare le chiavi e raggiunsero la cella di Ezio, posta nel maschio, la peggiore del carcere.Insieme a lui anche altri prigionieri vennero liberati. La notizia dell’assalto si diffuse rapidamente in città, rappresentando, da un lato, un grave colpo per i fascisti e, dall’altro, una fonte di entusiasmo per la popolazione cesenate.