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I codici in mostra

La Biblioteca Malatestiana espone due nuovi codici dai suoi fondi manoscritti.


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Pïana 3.176
Horae beatae Mariae Virginis
Sec. XV
Questo piccolo codice – proveniente dalla raccolta di Pio VII Chiaramonti – è un prezioso esempio di libro d’ore. Scritto in elegante gotica libraria, presenta un ricchissimo apparato decorativo di scuola fiamminga. Sebbene nel tempo abbia subito numerose asportazioni, il manoscritto conserva ancora numerose carte illustrate, raffiguranti la vita di Cristo, tra le quali una suggestiva Natività. Tutte le miniature sono racchiuse da cornici dorate e motivi vegetali popolati da piccoli animali. Completa il sontuoso apparato il ricercato gioco cromatico delle iniziali, spesso inserite su un fondo a foglia d’oro. A rimarcare la preziosità del codice, troviamo i tagli dorati e una coperta decorata a sbalzo con l’immagine di san Dionigi tra s. Giovanni Battista e s. Caterina d’Alessandria, in alto la Vergine con il Bambino e in basso un grifone.

 
 
 
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Pïana 3.209
Missale Romanum
Sec. XIV-XV
Il codice fa parte della raccolta personale di papa Pio VII, il cesenate Barnaba Chiaramonti (1742-1823), a cui fu donato nel 1814 dal marchese Lepri. Il volume contiene il Messale, cioè la raccolta dei testi, delle preghiere e dei canti necessari per celebrare la Messa durante tutto l’anno. Il manoscritto è stato realizzato probabilmente in area marchigiana tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento. La sua ricca decorazione è stata attribuita ai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni, che hanno decorato in maniera molto simile la chiesa della Misericordia di San Severino Marche (Macerata).

 
 
 

È possibile sfogliare digitalmente i codici della Malatestiana nel Catalogo Aperto dei Manoscritti Malatestiani.

 

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INFORMAZIONI
L'esposizione dei manoscritti rientra nel percorso di visita della Malatestiana Antica