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I codici in mostra

La Biblioteca Malatestiana espone tre nuovi codici dai suoi fondi manoscritti.


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S.XXVI.2
Lorenzo Rusio, Hippiatria sive marescalcia
Tre ricette per la cura dei cavalli
Sec. XV in.

Il codice tramanda l’opera più importante di Lorenzo Rusio, veterinario, frate e maniscalco attivo tra il XIII e il XIV secolo. Nel testo, che ebbe notevole successo, Rusio tratta la cura dei cavalli soffermandosi su alcuni interventi per le ferite, i tendini lesionati e le ernie.
E’ stato realizzato in scrittura gotica per Andrea Malatesta, zio di Malatesta Novello, intorno al 1420. Ha un semplice apparato decorativo nel quale spicca la scena rappresentata sulla c.3r, con S. Eligio intento a curare l’arto mozzato di un cavallo con le insegne dei Malatesti.
Sul margine inferiore si possono notare i due stemmi dello steccato e della scacchiera, nonché le iniziali M A.

 
 
 
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Com. 167.154
Palladio Rutilio Tauro, Opus agricolturae
Marco Gavio Apicio, De re coquinaria
Sec. XV

Il manoscritto è suddiviso in due parti. La prima riporta l’opera dell’autore latino Palladio e tratta, in dodici libri, il lavoro dei coltivatori in ogni mese dell’anno. Sebbene spinto da intenti pratici, l’autore non rinuncia a un certo gusto poetico nella stesura del testo. La seconda parte del volume è, invece, dedicata all’Arte culinaria di Apicio, una raccolta di ricette risalenti all’antica Roma, anche se rimaneggiate in diversi periodi storici.
Realizzato in scrittura umanistica, è decorato con iniziali a bianchi girari e motivi vegetali, probabilmente di area ferrarese.

 
 
 

Bessarione 6
Antifonario de sanctis
Sec. XV

Il manoscritto è un antifonario, cioè un testo che raccoglie i canti gregoriani (antifone) e le letture destinate alla celebrazione della liturgia delle ore. Nello specifico, questo codice riporta le feste dedicate ai singoli santi nell’anno.
Scritto in elegante scrittura gotica corale da un’unica mano, la notazione musicale quadrata è impreziosita da numerose iniziali figurate e ornate, come quella di c. 1r nella quale la figura di un santo martire che regge una palma trova spazio all’interno della lettera L.
Il codice fu realizzato per volontà del Cardinale Bessarione - il cui stemma è riportato sul margine inferiore della prima carta - e destinato al convento francescano di Santa Maria dell’Osservanza di Cesena.

 
 
 

È possibile sfogliare digitalmente i codici della Malatestiana nel Catalogo Aperto dei Manoscritti Malatestiani.

 
 
 
 



 
 
 




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
INFORMAZIONI
L'esposizione dei manoscritti rientra nel percorso di visita della Malatestiana Antica