
Sabato 28 marzo alle 17 in Galleria Pescheria sarà inaugurata la mostra Orme sulla sabbia, degli artisti Giampaolo Parrilla e Matteo Gobbo, curata da Bianca Basile
Can the Subaltern Speak? «No» è la risposta implicita deIl’autrice del saggio che prende il titolo dalla domanda.
Gayatri Chakravorty Spivak, sostiene che il/la Subalterno/a non possa parlare, non perché non ne sia capace ma perché il sistema di potere socio-economico e politico non appronta le condizioni per ascoltarlo/a.
Se la filosofa promuove l’idea del personale come atto politico, nel progetto "Orme sulla sabbia" viene restituita la complessità condivisa con gli artisti da alcune persone con background migratorio che vivono e lavorano in Italia.
A partire dalla riviera romagnola, coloro che hanno un ruolo fondamentale all’interno del sistema di servizi, relativi agli ambiti di villeggiatura, agricoltura, edilizia, ristorazione e assistenza alla persona, spesso hanno una storia di migrazione alle spalle e sono invisibilizzati dalla società.
L’operazione avviene innanzitutto contrattualmente, ma spesso anche con la marginalizzazione fisica delle persone nello svolgimento dei loro ruoli.
Attraverso la lente degli incontri e dei workshop condotti dagli artisti, emerge attraverso i colori pastello e i tempi rilassati della riviera, un panorama spesso celato.
Obiettivo principale del progetto è avviare, col pubblico, una presa di coscienza sul nostro posizionamento rispetto al margine sociale esistente che contribuiamo ad allargare, e al modo in cui configurarlo come solco fertile di incontro e critica costruttiva.
Lo step preliminare ed essenziale per raggiungere tale obiettivo è creare spazio, dare modo di accogliere e coltivare una visione diretta e concreta sul vivere il margine in Italia, a chi non ha spazio politico per parlare per sé, restituendo una visione più completa della nostra società.
Il progetto ha sviluppato alcune collaborazioni, attraverso le interviste e i workshop condotti dagli artisti Giampaolo Parrilla e Matteo Gobbo, in collaborazione con la cooperativa Auxilium Vitae di Grosseto e il Centro Interculturale Movimenti di Cesena.
I lavori in mostra tentano di trasformare le testimonianze in paesaggio, in modo da veicolare una pratica decoloniale a partire dallo sguardo.
In occasione dell’opening, gli studenti e le studentesse del corso di lingua italiana del Centro interculturale Movimenti, presenteranno i risultati degli scambi critici avvenuti sulle opere in mostra, a seguito di una crit, un momento di esposizione della ricerca in corso, da parte degli artisti, e di feedback da parte di esperti, solitamente addetti ai lavoro, rappresentati in questo caso dagli studenti.