
Sabato 7 marzo alle ore 17,00, nell'Aula magna della Biblioteca Malatestiana, sarà presentato il libro LE RADICI E L’INFINITO di Valentina Lucchi.
Introduce e dialoga con l’autrice
Loris Pasini
Letture di
Loris Canducci
Intermezzi musicali
Sara Cerioli al Bansuri (raga dell’antica tradizione indiana)
Valentina ricerca nella parola non la scoperta fulminante della verità, in un qualche «m’illumino / d’immenso», ma la spiegazione di un destino, lo scioglimento dei nodi nei quali si aggroviglia la nostra vita.
Se una definizione riassuntiva si dovesse trovare per questa poesia ci si dovrebbe forse richiamare alla forza consolatrice della parola: la vita può essere smarrimento e dolore, ma dalla poesia emergono di ora in ora le consolanti esperienze degli affetti e le molte scoperte del teatro del mondo, delle quali si alimenta la nostra serenità.
Una poesia siffatta potrà anche essere priva di un originario impianto razionale, purché si ammetta che essa non potrebbe esistere senza il rapporto, predicato da tutti i poeti del secondo Ottocento e del pieno Novecento, per i quali la poesia è una festa dell’intelligenza. Veda il lettore con quanta ricchezza Valentina richiami grandezze psicologiche, naturali, fantastiche nel nitore di una sintassi “matematica” e come tra esse sappia inventare collegamenti impensabili, di inatteso significato, e tenga presente che proprio in tali rapporti, nella loro vigorosa forza evocativa, consiste il valore di questa poesia, tra le prove più alte, oggi, non solo delle province romagnole, ma anche e senza alcun dubbio dell’intero Paese
[Roberto Casalini].