1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
testata per la stampa della pagina

Il Gutai

Dal 31 gennaio al 15 marzo alla Galleria del Ridotto

Grazie al contributo di alcuni importanti collezionisti nasce la mostra Il Gutai, in esposizione dal 31 gennaio al 15 marzo 2026 a Cesena, presso la Galleria del Ridotto.

L'esposizione prende in esame in particolare due degli artisti storici di fama internazionale che hanno formato il movimento artistico Gutai fin dalle origini: Shozo Shimamoto (1928-2013) e Yasuo Sumi (1925-2015).

Le opere esposte indagano la storia del Movimento, attraverso le personalità e i lavori di questi artisti che aderirono ai concetti stilati nel manifesto Gutai, dalla fondazione fino agli anni 2000. Viene preso in considerazione anche il "dopo Gutai", per mostrare quanto questa corrente abbia influenzato tutti coloro che vi presero parte dopo il 1972, quando il gruppo si chiuse.In esposizione carte, tele e tele retate, tecniche miste, smalti e opere con inclusioni (Bottle Crash), derivate da performance realizzate in Italia, oltre ad alcuni lavori esposti alla Biennale di Venezia del 1993 e una rara opera del 1980.

Il video, fruibile all’interno dell’esposizione, mostra una performance dei Maestri Sumi e Shimamoto avvenuta in Italia e già trasmesso da Sky Arte.
Le opere di questi artisti sono presenti nei maggiori musei del mondo.

La mostra Il Gutai, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Cesena, è curata da Maria Grazia Melandri e organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Cesena e da L'Immagine Arte.

Il vernissage avrà luogo sabato 31 gennaio alle ore 17.00, con l'introduzione di Matteo Galbiati e un intervento di Roberto Mazzacurati.

Orari di visita: mercoledì dalle 10.00 alle 12.30; venerdì dalle 15.00 alle 18.30; sabato e festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30. Ingresso libero.


IL GUTAI: UN'ESPRESSIONE ARTISTICA DI LIBERTÀ

Nel contesto delle maggiori avanguardie artistiche del secondo dopoguerra nasce in Giappone il Gutai, che è stato fra le massime espressioni artistiche di libertà espresse nel Novecento, anticipando di decenni movimenti come la Performance Art e l’arte Concettuale occidentale.
I fermenti che animano in quel periodo il Paese del Sol Levante incoraggiano un processo di radicale ripensamento della tradizione pittorica e artistica. L'intento del Movimento è quello di superare le avanguardie artistiche europee e occidentali, mettendo al bando l'uso del pennello e ripudiando la figura, sperimentando nuove soluzioni linguistiche, concentrandosi sull’atto creativo e i materiali, dando così una risposta orientale alla tradizione occidentale. Questo movimento si sviluppò attraverso l’utilizzo di elementi d’uso quotidiano trasformandoli in veicoli di espressione artistica: una reinvenzione dei canoni, che mise sotto la lente d’ingrandimento l’artista nella sua concretezza, quando esprime la propria libertà di movimento nella gestualità della materia. Vennero così utilizzati elementi inusuali come carta, tessuti, fango, vetro. Anche il corpo umano diventò strumento artistico, lasciando le proprie impronte sul colore - nessun mezzo è precluso - passando così dall’informale ad esibizioni dal vivo, atte a stupire e coinvolgere lo spettatore. 
Accanto a Jiro Yoshihara, il fondatore, e Shozo Shimamoto, che ideò il nome del Movimento, si unirono successivamente Yasuo Sumi, Kazuo Shiraga, Saburo Murakami, Jozo Ukiatto e molti altri.